146. Se le cose non fossero andate così.
Nella tasca del cappotto, come sempre, avevo il mio Gnomo, e come sempre, vicino a me, salmone. I fortunati giovani quindicenni avevano il compito, pena la detenzione di crediti per la maturità, di scrivere un articolo in base a delle informazioni date a caso da mio salmone, cosicché io potessi nel frattempo parlare un po' con Gnomo.
Who: un signore (sessantenne) dotato di un cappello e di un solo guanto
Where: Milano Centrale, binario 21
Why: nessuno lo sa
What: morto, stecchito
When: ieri pomeriggio, tra le 15.30 e 16.30
La mente della gioventù è annichilita. Io mi sono annichilita al compimento del mio diciottesimo anno. Dal mio diciottesimo anno non ho più alzato la mano, non ho più creato scompigli né accanimenti anti-stipendiatidallostato; sono sempre rimasta immobile, bloccata, impassibile. Ma prima dei diciott'anni io e Pessoa eravamo delle bestie, andavamo attaccando manifesti contro il chiaro di luna, lasciando sulla cattedra frasi rivoluzionarie pseudo-marinettiane scotchiate sotto il registro. Eravamo due sedicenti che si scambiavano gli antenati dei moleskine (fruit of the loom) dandoci la stessa importanza di due intellettuali sotto le bombe alle prese con corrispondenze a proposito di bergson. E se un pirla qualsiasi ci avesse imposto di fare una cosa idiota sulle cinque w ci saremmo alzati e avremmo urlato all'ingiustizia, o avremmo scritto una cosa tanto paradossale, ambientata sul binario 21 di marte, che sarebbe stata l'equivalente di un sabotaggio. Questo per dire che i giovani d'oggi, rispetto a quelli di ieri, hanno una marcia in più, sono più maturi, meno arroganti, o dimostrano la loro arroganza con la passività. Hanno già capito che non ci si può opporre a niente, e subiscono tutto, tutte le violenze di questo mondo, sobriamente, silenziosamente, inevitabilmente.
Vengo a scoprire in breve tempo che questo povero signore era un barbone di Milano Centrale, morto tra l'indifferenza dei passanti, e che ora tutti i pendolari erano spaventati che anche loro potessero finire di questa tragica fine, signora mia. Il 100% di questa gioventù non ha pensato che si muore anche per malattia (e come si fa a pensare alla malattia, beata gioventù?). Per i giovani di oggi si muore per traffici di droga, cocaina in particolare, e violenze imprevidibili, e amanti brutali, e situazioni estreme, ma soprattutto in mezzo al male del secolo, l'indifferenza.
146. Se le cose non fossero andate così era nelle intenzioni la storia del signore sul binario 21 di Milano centrale, ma non ne ho le forze. Ho guardato lo gnomo e ho ripensato alle rane, alle biglie, alle foglie, e ho pensato che in uno dei tanti litigi con Pessoa, sarà stato il compimento dei diciott'anni, ci siamo dati appuntamento e senza metterci d'accordo ognuno aveva portato all'altro gli “effetti personali”, ovvero i quadernetti colorati. Cosicché, con quell'orgoglio che solo gli adolescenti tengono dentro, io gli diedi i quadernetti che avevo in casa, con disprezzo (“roba tua, a me non interessa”) e lui diede a me quello che aveva in casa, con una smorfia (“roba tua, io non me ne faccio niente”) tornando dunque alla situazione di partenza, un uno ad uno palla al centro, nulla di fatto allo specchio. Se oggi, guardando questi ragazzi, potessi tornare un po' con quell'arroganza e quell'orgoglio perennemente ferito e tremante, se potessi in qualche modo prendere lo gnomo e in mezzo ad una stanza tirarlo fuori con orgoglio, da savonarola, da combattente; se io e Pessoa adesso ci scuotessimo dal torpore quotidiano, in un'improvvisa destazione di rivoluzione permanente, pura, improduttiva e tuttavia entropica, forse allora salmone, gnomo, e sì, diciamolo, quella lurida sagomadipiccoloprincipe, sarebbero reali, concreti, palpabili, non esercizieschi. Perchè moriranno tutti loro, un giorno, sul binario 21 di Milano centrale, tra le 15.30 e le 16.30 di un lunedì pomeriggio, in mezzo all'indifferenza dei passanti.