143. Virgola e altri racconti
Io e mio salmone domestico eravamo in stazione verona porta nuova, all'entrata principale, di fronte la nebbia e alle spalle una marea di turisti studenti famiglie. Ho avuto un sussulto, una commozione interiore. Stavo mortificando il tempo, da lì al treno regionale per milano lambrate, leggendo un libro, ed ecco che mi sovviene il mio primo libro, che non è I ragazzi della via Pàl come volevo pensare, bensì Virgola e altri racconti. Un pomeriggio estivo mi è entrato in un cono di luce. Tapparelle quasi giù, finestra aperta, un albergo della riviera, con la puzza di pesce fritto salire dalla sala ristorante, tende svolazzate, la luce entrare e non entrare (perché entrava e non entrava anche in quel libro che stavo leggendo, in stazione, al freddo); ed era uno di quei pomeriggi in cui entrare nell'acqua era la sola ragione di essere al mare; e questo pensiero di entrare nell'acqua era il tempo dell'attesa del Tutto, era la motivazione interiore ed esteriore della mia esistenza; e la richiesta di entrare in acqua, con la domanda se fosse già passato quel tempo misterioso chiamato 'digestione', diventava un'ossessione familiare, ai limiti della paranoia collettiva: aspetta altri cinque minuti, aspetta un'altra mezz'ora; sì, ora puoi, ma non andare troppo in là.
Virgola e altri racconti in questa giornata invernale da venticinquenne annichilita dal freddo mi ha commosso. La copertina bianca, linda, a sfumature azzurre, e Virgola tra le nuvolette, rassicurante, che esiste per il solo fatto di essere lì, su una nuvoletta, in attesa di nascere. Virgola illustrazione con poche frasi, in times new roman forse, ma certamente enormi, che non pretendono niente.
Ho fissato salmone e ho pensato che a confronto Virgola è un essere superiore, celeste, non dotato di ironia e sarcasmo e tristezza, e quindi un essere meraviglioso, di una purezza struggente. Virgola è superiore alla mia tazza “Constant quality coffee”, alla Lettrice di Faruffini, alle stampe dell'Olivetti, a tutti i lampioni del mondo. E anche, lo dico senza rabbia, è superiore al fondotinta chanel. Ho fissato salmone, serio nel suo lavoro di spallate su tutti quelli che gli passavano controcorrente. E nella controcorrente di Verona Porta Nuova il cono di luce si è spento, ho preso per mano salmone e gli ho detto basta così, accettiamo di non essere Virgola, giriamoci e rientriamo nella folla anche noi.