121. Decadenze
120. Il tempo delle mele
A casa di alice, quartiere pigneto, si oscillava dalle dodici alle sedici persone che se si naufragava non c'erano mica le scialuppe con l'acqua calda per tutti e neppure il dentifricio.
Io e ara alle ore diciassette e trenta, sveglie da meno di quattro ore, dopo aver fatto qualche pensiero medio sulla fontana di trevi constatiamo che dobbiamo pisciare. Siccome io e ara avevamo attivato la modalità cittadinomedio, il cittadino medio turista se deve pisciare va nel fastfood e allora noi entriamo al fastfood senza vergognarci. Quando scendo in bagno c'è una saletta chiusa dove due adolescenti si scambiano effusioni di fronte a un maxidaublecisburgher e pepsi cocacola con ghiaccio. “Aò”, grida da sopra le scale un signore vestito da hamburger, “Aò”, continua senza essere ascoltato dai due adolescenti. “Aò! A' tempo delle mele! Quarcuno ve ha detto de scendere ggiù a sporcà sto piano, ehh?”
Tempo delle mele, penso, è il modo più bello che io abbia mai sentito per insultare due ragazzini.
Ha un sapore di romanticismo leggermente andato a male, un po' acerbolo, per farla breve mio salmone domestico ha litigato anche con f. Non sa bene perché ci ha litigato, non se lo ricorda, ricorda solo che aveva mal di testa ed era completamente senza voce e che da qui si è scatenato un putiferio. Ricorda una nevrosi e mio salmone quando ha le nevrosi vuole tagliare tutto quello che gli sta intorno perché gli sembra l'unico modo per salvarsi. L'unico modo per salvarsi secondo lui è quello di staccare tutto il staccabile, come le mongolfiere, che per salire più in alto e prendere fiato devono staccare tutti i sacchetti di sabbia. Quando mio salmone gli vengono queste cose qui ha la gola completamente chiusa sul piede di guerra con una flotta navale di asma. Poi quando mongolfiera è troppo in alto mio salmone si dispera, guarda i sacchetti lontani, e pretende che qualcuno venga a riportarlo a terra.
Io so imitare un famoso cantautore che si chiama pino daniele, e questo particolare della mia vita privata quando qualcuno lo scopre si stupisce sempre.
Io è vero che penso che portare in casa di gente delle pastine secondo me sì, in certi casi non va bene, perché le pastine è roba per gente o che si conosce bene bene bene o che non si conosce per niente, allora ho comprato a f. un libro del mare perché quando l'ho aperto in libreria vicinanze termini ho letto una frase di pessoa che mi ha convinto, che sull'ascensore ho pensato madonna che tamurriata, questo sì che non va bene davvero, maledizione al mare e a pessoa.
So anche imitare paperino, anche se ora che ho i denti del giudizio un po' meno.
Nessuno si aspetterebbe da me le imitazioni, a volte davanti ad alcuni mi imbarazzo.
Il problema di mio salmone è che quando si rende conto di non essere sopportato non si sopporta più. Come se non bastasse la medusa lo ricopre di insulti telefonici tramite brevi economici messaggi di testo.
Con la calma zen che serve in questi casi impacchetto regali, gioco a morra cinese al circolo arci del pigneto con i liguri e ara, cerco il posto più lontano dalle comitive sulla carrozza sette dell'eurostar.
Propositi dell'anno nuovo, dico a salmone mentre chiedo al bar ambulante del treno due bicchieri di tè al limone con acido muriatico, i propositi dell'anno nuovo saranno chiudersi in un guscio e lavorare come delle bestie. Non ti permetterò nessuna ulteriore nevrosi, nessuna pausa riflessione, nessun contatto con altri esseri umani. Fino a quando le tue squame non saranno ricoperte da crosta protettiva, dico a salmone mentre il treno Attentogiacomino esce da Roma Termini abbassate le suonerie del cellulare, tu non uscirai più di casa e non avrai più a che fare con nessuno.