119. Lessico famigliare
Oggi, in onore di tutte le cose carine che avvocato ha detto ieri sera ai tortellini di casa mia, tre generazioni al femminile si sono unite nella produzione in larga scala di più di mille tortellini.
No, riformulo.
Oggi sono stata buttata giù dal letto da mia nonna e mia madre perché bisognava fare dei stramaledetti tortellini.
Mia nonna che è veneta ci ha la sua tecnica e dice che anca il sior giovanni rana el fa così, e pure là zò, a valeggio, i fa così.
Mamma che è romagnola allora dice mo v'è no, questa è la ricetta depositata alla camera di commercio di bologna blablabla, e il vero tortellino bolognese si fa così e così. Poi con le dita fa qualcosa di indescrivibile e forma un tortellino. Ripeti, chiedo. Abracadabra, secondo tortellino. Ripetilo tu, dice lei. Lo devi fare per duecentosessanta volte. Alla dueblablaunesima volta potrai dire di essere capace di fare i tortellini.
Sento che i tortellini sono la mia nuova missione di vita, mi vedo già al primo posto nella gara del miglior tortellino alla bolognese, mi immagino intervistata per farmi dire la vera ricetta segreta del tortellino. Con gli occhi pieni di fiducia e un po' emozionata prendo in mano il triangolino di pasta che mi farà diventare famosa. Destra sinistra appiccico, mi viene un aborto a forma di salmone domestico, che per inciso è nascosto in giardino da cinque giorni per paura di finire su una tartina.
Lascio i tortellini e vado a trovarlo, sta lì muto nella vana attesa che la Medusa lo perdoni. Lo deve perdonare perché alla festa di Ara è scappato un bacio catastrofico e la Medusa il giorno dopo ha dato tutta la colpa a lui e ora lui sta depresso nella sua cassettina di fragole perché lei dice che non lo vuole sentire né vedere. Vedere, vedere, che si faccia vedere lei, sì, ma da uno bravo, ha urlato sdegnata Eleonora Duse leggendo il messaggio. Mio salmone sta lì martorizzandosi di sensi di colpa, e io per accanirmi quando lui si dice ma cosa vuoi che sia un bacio rispondo che in letteratura i baci sono importantissimi cfr. Giulietta e Romeo
Il mio cuore aveva mai amato? Occhi rinnegatelo perché non ha mai conosciuto la bellezza fino ad ora. Se io profano con la mia mano indegna questo santuario è un peccato gentile, le mie labbra come due pellegrini chiedono la grazia di riparare la rude offesa con un dolce bacio.
Buon pellegrino non disprezzare la tua mano che ha dimostrato solo devozione perché i santi hanno mani che i pellegrini toccano con le mani ma palma contro palma questo è il bacio dei santi.
I santi non hanno labbra come le hanno i pellegrini?
[...]
Che incoraggiamento soave allora rendimi il mio peccato.
Baci come un dio.
Cfr. ovviamente anche Prevert:
Mille anni e poi mille
Non possone bastare
Per dire
La microeternita'
Di quando m' hai baciato
Di quando t' ho baciata
Un mattino nella luce dell' inverno
Al Parc Montsouris a Parigi
A Parigi
Sulla terra
Sulla terra che e' un astro.
cfr. Maria de Filippi:
Vediamo l'esterna?
per non parlare poi di quanto sia cruciale la respirazione bocca a bocca. Ho perso un'amica, ho perso un'amica, dice mio salmone piangendo. Una psicopatica vorrai dire, risponde la Duse con il senso pratico che caratterizza le donne di polso come lei.
Io invece sto qui, in giardino senza giacca, in bilico, nell'indecisione del farsi, il disfarsi, il finire dei rapporti diretti, e i complementi oggetti che si allontanano sempre più in là. Sto qui mentre al di là dalla staccionata una gomma della macchina di pessoa è a terra, il cecc cerca di salire sul ferro per togliere i bulloni a compressione che non si toglieranno mai, e allora alle due di notte alla ricerca del pronto intervento, mi stringo forte forte come un sasso.