103. Il capro espiatorio
Mio salmone domestico, dopo un bagno, si calma e torna in camera con il turbante e mi dice che secondo lui ci manca qualcosa. Vuoi che scendo a prendere i pennini e la ceralacca, gli dico con la voce tremante. Mentre sbofonchia insulti mio salmone prende una matita e un cartoncino. Mh, mi dice, c'è bisogno di una sagoma nuova. Mio salmone domestico prende le forbici e tagliuzza una sagoma nuova. Fa una figura goffa, con le spalle piccole, un mantello insensato e una faccia da schiaffi. Ma è orribile, gli dico. Esatto, mi dice, e per questo lo chiameremo piccoloprincipe. Io non trovo le parole subito, allora mio salmone domestico dice mh, capisco le tue perplessità, e trancia le gambe della sagoma e dice ora sì che è piccolo davvero, questo lurido egocentrico arricchito. Lo maltratteremo e poi lo butteremo, ancora grondante di sangue, fuori dalla finestra. Poi mio salmone prende una scala e attacca corda con un nodo che neanche un boy scout. Appende il piccoloprincipe alla corda e lo fa dondolare. Poi con il suo arco scaglia stuzzicadenti affilati. Allora io per spirito di squadra inizio a lanciare pomodori maturi e la sagoma sta lì inesorabile, addirittura si azzarda a vacillare. Fermo, urla mio salmone a sagoma, fermo e guai a te se piccoloprincipessizzi. Fermo, ho detto! E così io e salmone, stremati alle quattro di notte dopo le violenze su sagoma di piccoloprincipe, decidiamo che per oggi basta così, e riponiamo sagoma nuova nell'armadio.
A domani principe gentile, dice mio salmone con un piglio quasi sadico, e che sagoma di gattuso ti accompagni cantando il tuo riposo.
Approfondimento dopo il citofono
Salmone: chi era?
Lumicino: una volpe che cercava un suo amico
S.: gliel'hai detto che a noialtri le seccature ci seccano?
L.: insisteva che aveva un appuntamento sotto la nostra finestra.
S.: e tu?
L.: gli ho detto di aspettare e sperare, perchè solo chi aspetta e spera è amico davvero.
102. Mio salmone impulsivo
A cosa serve, chiede mio salmone domestico, un lettore mp3 che puo' contenere quindicimila canzoni, se poi tu al massimo ne tieni seicento e al massimo ne ascolti una, compulsivamente, ogni volta che lo accendi?
Questa domanda, dico a mio salmone, è assolutamente irritante e io mi avvalgo della facoltà di non rispondere.
Allora ti rispondo io, dice, perchè il problema è che a voi vi piacciono solo le idee. Voi comprate lettori da quindicimila canzoni perchè pensate che un giorno vi sveglierete e ne avrete bisogno, e quel giorno voi avrete lo strumento per soddisfare il vostro bisogno. Tu in particolare, e mi indica traguardandomi spietatamente, tu in particolare che sei tra gli esseri peggiori di voialtri, hai addirittura necessità musicali al di sotto della norma, perchè tu passi intere giornate di monocanzoni che ti basterebbe un lettore che contiene quattro minuti di musica e basta.
A te basterebbe un 486, un lettore usa e getta con una canzone, un foglio solo, un portapenne solo, una stampante in bianco e nero ad aghi, una sola moka per una persona, una sola spezia, una lampada, un cappotto, e invece ti circondi di miliardi di cose. Ti rendi conto che sei in possesso di tre cappotti uguali e di altri sei che ci somigliano? Mentre vado a controllare se veramente i cappotti sono uguali mio salmone continua ad urlare senza pietà. Tu, mi dice, sei una potenziale minimalista che un giorno ha dimenticato di esserlo. Dovresti, mi dice, capire il momento in cui hai sentito che non ti bastava quello che avevi. Quand'è l'ultima volta che hai usato la poltrona ikea? E prima che io risponda mio salmone domestico apre la finestra e butta giù, da un esiguo primo piano, la mia poltrona ikea. E questa? Mi urla come un disperato, questa collezione di pennini e ceralacca, questa robaccia qui da giovani piccoli principi, quand'è l'ultima volta che l'hai usata? E caccia giù anche quella, senza battere ciglio. Poi in successione di importanza mio salmone domestico fa uscire dalla finestra l'Eneide di Virgilio, l'edizione dei genitori che andava tra i licei degli anni tanta, un portacandele mai usato, un paio di scarpe, una stampante nuova, un set di coperte boffi color terra bruciata, il poster di eleonora duse, il cavo di collegamento del nokia color salmone al computer.
Poi si ferma, fa per sedersi sulla poltrona ikea e tonfa a terra. Accidenti, urla guardando all'insù.
Io lo guardo esitante, ma cosa stai lì impalata? Mi urla. Vai subito a riprendere tutto quanto, mi dice, e vedi di dare una pulita a questa discarica. Poi, toccandosi la testa per la botta, ridefinisce i suoi desideri. Guai a te se riporti anche la ceralacca, mi dice. Se riporti in casa la ceralacca giuro che ti attacco al muro con tutti sigilli.
Approfondimento, raccogliendo il poster della Divina Eleonora Duse.
Lo devi scusare, il salmone è giovane e impulsivo, a volte non sa quello che fa. E' agitato. Se fra una settimana non si dà una calmata ti giuro che diventerai la protagonista. E lui lo mettiamo a gardone, nel sottomarino, davanti alla tv.
101. Le coincidenze
Io e mio salmone domestico a Milano Centrale abbiamo fatto di tutto. Una volta stavamo per perdere la coincidenza per Venezia e abbiamo trapassato tutti i treni che ci dividevano dal nostro binario all'intercity plus perchè in fondo arrivi prima. Si saliva e si scendeva dai treni che non osavo buttare l'occhio per dov'erano questi treni, che se non sai dove i treni stanno per andare sei più disposto a rischiare. Allora per un attimo stavamo partendo per Roma e poi di nuovo si era a Milano, e l'attimo dopo in partenza per Ancona e subito a Milano, per due ore, e dico due, in caso di coincidenza persa, perchè a Milano Centrale ci sono dei buchi neri, e poi all'improvviso treni che partono ogni due minuti, che non si capisce perchè. Milano Centrale ha i buchi neri e inoltre è più alta del livello della strada. Questo perchè poggia su enormi colonne di mosaici azzurri e perchè sotto milano centrale c'è pieno di acqua. Sotto Milano centrale ai tempi dell'impero romano si facevano le battaglie con le navi solo che a volte le navi sbattevano sulle colonne e allora affondavano. Al tempo dei cristiani c'erano catacombe da far invidia ai romani di Roma. Io e mio salmone domestico ieri si stava perdendo una coincidenza e mio salmone mentre il treno si imbucava sotto il padiglione centrale pigiava con insistenza il bottone e la porta faceva sbuff-puff, sbuff-puff. Poi la porta si è aperta ma pare come se il treno continuava ad andare. Allora mio salmone prende sua valigia e scende primo secondo gradino, ma terzo gradino non compare, perchè i terzi gradini fatti di griglia diventano gradini solo quando il treno si ferma. In realtà anche le porte dovrebbero scorrere quando il treno si ferma, ma a volte in casi fortunati si aprono così. Allora mio salmone domestico vive uno di quegli attimi della vita dove senti che la decisione che prendi potrebbe cambiare la storia, che potresti perdere la coincidenza e il buco nero e tutte le conseguenze del caso. Mio salmone non pondera bene e salta giù dal treno. Io aspetto che il treno si ferma e come una viaggiatrice inglese scendo elegantemente primo secondo terzo scalino e apro il mio ombrellino. A duecento metri da me mio salmone spiattellato per terra. Arrivo da lui e lo scuoto con una scarpa squadrata. Salmone, gli dico, quando capirai che tu non sei un supereroe e che ancora non sai volare e che non hai studiato i fondamenti della fisica, quando lo capirai secondo me sarà troppo tardi.
Approfondimento
Sull'impero romano che non è mai esistito e sull'editto di costantino anno zero cfr. intervento sulle cose latine.
Sulle condizioni di mio salmone domestico una pinna contusa e la testa fasciata.